Cuore profugo

Lettera aperta a Sanremo,  a  tutti i musicisti con cuore profugo

Sono un attivista scrittrice serba sono sopravvissuta alle guerre balcaniche parlando con i profughi scrivendo le loro storie (http://www.ucpress.edu/book.php?isbn=9780520206342) Sono stata profuga anch’ io .

Le guerre che ammazzano, le guerre che sono fatte in tuo nome, ma  ti scacciano dalla tua casa/paese/vita rendendoti impotente/ invisibile/ esistono da sempre ed in ogni momento . Se non sono a casa tua saranno dall’ altra parte del

mondo. Come per esempio oggi per noi europei. Ci arrivano dall’Africa delle ondate di corpi sulle spiagge mediterranee, ci arrivano morti  soffocati nei camion, e poi quelli piu’ fortunati  arrivano vivi nei treni , in bus, a piedi. Gente come noi che pero’ non parla la nostra lingua e a volte non ha il nostro colore della nostra pelle. Possiamo aiutarli o meno ma non possiamo fare finta di niente!  Non possiamo ignorare le testate dei giornali, le foto tragiche di corpicini piegati su se stessi senza vita, delle navi di zombi dell’ inferno, le code di gente disperata nella fuga verso il nulla, destinazione incerta/ ignota/ insicura/ pericolosa/ sconcertante…

Disperazione, paura, speranza, riso e lacrime, acqua e pane tra la maree di questa gente, senza identità, senza eta’ senza patria, passato o futuro! Li lega solo una certa solidarietà nel tentativo di fuggire la morte e l’ umiliazione. Alla fine del loro viaggio e’ la nostra solidarietà, di dirgli che valeva la pena il loro sforzo disumano, il loro dolore palese , i loro volti spesso impassibili dalla vergogna del proprio destino disumano.

E’ un urlo silenzioso che chiede aiuto, e’ un trauma che non dimenticheranno mai anche se i loro corpi vivranno ancora. Ma e’ un’esperienza che farà a loro capire altri profughi  che saranno in futuro nella loro situazione. E’ un esperienza che alla fine unisce la gente diversa. Una volta che tocchi quel fondo non potrai mai ignorare il fondo stesso e la condizione dis/umana che la vita umana puo’ toccare. Lo stato di profugo ti isola dal ordine del mondo  concepito come  civilta’, civilizzazione, concetto della mente umana, dell’ uomo animale intelligente e emancipato. Diventi una non persona, non entita’, gente di nessuno , nomade senza scelta. Ci sono molti nomi per persone in quelle condizioni: spiazzati, profughi, rifugiati…eufemismi imprecisi per tutto quello che uno si sente.

Pero’ la gente sogna, sempre, non puoi fermare i sogni, l’ inconscio, il desiderio, specialmente nei  giovani. I bambini che ho visto nei campi profughi ridevano e giocavano sotto quel sole spietato , con scarsa acqua nelle bottigliette di plastica nel parco della stazione di Belgrado. Erano siriani, arabi questa volta, ma me li ricordo di altre nazioni in altri posti al mondo! E’ una condizione che spersonalizza, come essere un militare, o un malato. Un anonimita’  da vecchi e bambini.    Si puo’ fermare tutto, ammazzare tutto, ma non la creatività e la gioia. Nemmeno nei campi di concentramento!

Il mio appello e’ di  aiutare questo potenziale di gioia di speranza di fiducia con la gente in Italia: di fare un Sanremo ground/underground nei campi dei profughi con loro e per loro Di coinvolgere musicisti  per fare una serata bella/ felice/ energetica all’Italiana. Io ho fatto musica, un album pacifista (https://vimeo.com/album/2897534), ho scritto delle canzoni,  vorrei scriverne altre con e per profughi con altri musicisti.  L’ arte e la musica non nascono e non vivono in un laboratorio, in un studio e in una situazione perfetta di pace e benessere. L’arte e la musica appartengono a tutti e specialmente a quelli che hanno qualcosa da dire e condividere ma sono spesso fuori dalla luce della scena ufficiale, fuori dalla gloria prestabilita, dal fasto organizzato.

Faccio appello a tutti coloro che hanno buona volonta’ e cuore profugo perche’ aderiscano e aiutino  il progetto Sanremo ground/ underground come possono e come credono. L’Italia e’ il mio paese di scelta per la sua cultura di vita, per la quotidianita’  allegra, per la tradizione artistica, per la commedia dell’ arte, per l’ arte della commedia,  per l’opera,   il canto lirico,  la canzone …per la gente con cuore profugo.

Molti sono i valori che culliamo per il nostro futuro, quelli di fama, di gloria, di bellezza, di bontà , di felicita, di ricchezza, del benessere ecc…ma il valore più importante del 21 secolo  e’ molto più onesto, semplice, emotivo e terra a terra. Si chiama la solidarietà. E la solidarieta’ e l’unica che ci può salvare tutti  insieme per poi portarci ad’altre promesse  personali!

Jasmina Tesanovic (https://en.wikipedia.org/wiki/Jasmina_Tešanović)

 

About jasminatesanovic

Jasmina Tešanović (Serbian: Јасмина Тешановић) (born March 7, 1954) is a feminist, political activist (Women in Black, Code Pink), translator, publisher and filmmaker. She was one of the organizers of the first Feminist conference in Eastern Europe "Drug-ca Zena" in 1978, in Belgrade. With Slavica Stojanovic, she ran the first feminist publishing house in the Balkans "Feminist 94" for 10 years. She is the author of Diary of a Political Idiot, a war diary written during the 1999 Kosovo War and widely distributed on the Internet. Ever since then she has been publishing all her work, diaries, stories and films on blogs and other Internet media.
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