Made in Italy

Babel Hotel, raccolta curata da Ramona Parenzan

Gli stranieri che scrivono nella lingua non madre, senza patria nazionale, fatta di sangue /carte legali , per scelta o bisogno, come me, sono autori di quest ‘antologia. Antologia di letteratura ITALIANA perché scritta in Italia in italiano!

LA BIBLIOTECA SHARHAZAD, Madama Cristina 41, Torino .- quartiere San Salvario, mercoledi, 5.30
Description
Con l’autrice dialoga Jasmina Tesanovic, scrittrice.
Nel corso della presentazione letture di brani del libro a Cura di Vesna Scepanovic-Almateatro e Il gruppo femminile Creazioni condivise

Postafazione di Jasmina Tešanović
Mi sono molto commossa leggendo questo libro.
Molti anni fa, quando vivevo a Milano, un progetto simile non sarebbe stato possibile. Non c’erano stranieri nomadi di prima e seconda generazio- ne in un numero così importante da creare una nazione apolide a sé. Non c’erano case editrici pronte a uscire dal luogo sacro e altisonante chiamato Letteratura Italiana.
Non c’era coscienza politica e culturale fra editori e operatori culturali che questo sarebbe stato il futuro, non solo di una nazione come l’Italia ma di tutto il mondo globalizzato, bastardizzato, disumanizzato, come predi- cava Pasolini.
E infine, non c’erano dei posti come l’HH. Non che io sappia. Dove poter crescere in pace senza una lingua madre, senza una patria, senza un’identità precisa, ma fra almeno tre lingue parlate quotidianamente e tre civiltà e religioni, com’era il mio caso personale.
Mi sono commossa anche perché vengo da un Paese come la Serbia, dove ho vissuto per vent’anni bui durante il nazionalismo, la pulizia etnica, in cui tutte queste categorie del non appartenere erano usate come armi di guerra e morte contro l’Altro.
Da ultimo, mi sono commossa anche perché oggi vivo a Torino, a San Sal- vario, dove la multiculturalità non è un esperimento ma una realtà. Doloro- sa, gioiosa, complicata, ingiusta, trionfante e sopratutto futura nel presente.
«Il futuro è già presente, solo non è egualmente distribuito», dice Wil- liam Gibson.
1 Jasmina Tešanović (7 marzo 1954) è una femminista, attivista, scrittrice, giornalista, tradut- trice e regista serba. È autrice di Normalità. Operetta morale di un’idiota politica, un diario di guerra scritto durante il conflitto del 1999 in Kosovo. Da allora ha pubblicato tutti i suoi lavori, diari, racconti e documentari su blog e altri media legati a Internet.
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«Le minoranze solo quando trasgrediscono la legge raggiungono la visi- bilità» dice Hannah Arendt.
Solo quelli che hanno perso l’autenticità possono testimoniare della stessa, dico io.
Tutti questi racconti raccolti in quest’antologia parlano dell’Italia con odio/amore, desiderio/rifiuto, scelta/destino: permesso di soggiorno, spe- zie, odori, orari, usanze, discriminazione e dedizione.
L’Italia e l’Italianità oggi ne escono molto meglio che quarant’anni fa.
L’Italia ha dovuto aprire le sue porte vecchie e arrugginite a un’orda di stranieri disgraziati e pronti a fare tutto quel lavoro sporco, difficile e importante che i suoi autentici, veri italiani hanno rifiutato di toccare per decenni: dalla mafia alla xenofobia e alla burocrazia.
Molti anni fa, durante le guerre balcaniche, ho raccolto da tutto il mon- do racconti di profughi dal territorio della ex Jugoslavia in guerra: La vali- gia. Poi li ho tradotti in inglese e pubblicati negli Stati Uniti. È un libro che tuttora parla della guerra e della storia meglio di altri manuali e saggi scritti da intellettuali con sapienza, ma senza l’esperienza sulla propria pelle del vivere una realtà sradicata, impensabile, improbabile. La letteratura vive ovunque, non nelle biblioteche: usare sia la lingua materna che quella ac- quisita è come cavalcare un cavallo selvaggio, perché è viva e in trasforma- zione: le guerre e le leggi possono ammazzare tutto ma non la creatività.
Due mesi fa sono stata in una famigerata favela di San Paolo, in Brasile, guidata dal maggior artista e scrittore del luogo. Lui della cultura della fa- vela non vuol fare un mito, ma non vuole nemmeno integrarsi nel mondo urbano che ha prodotto il ghetto, ovvero la favela stessa. Ha detto: «Io non porto la favela al mondo, io porto il mondo alla favela».
L’albergo HH è un’isola, un’oasi, una distopia/utopia, un nido, un seme, un sintomo, un segno. È un figlio illegittimo della povertà del passato e della ricchezza del futuro.
È un cigno nero.
I racconti hanno il gusto di un Leopardi, la fantasia di un Buzzati, la tristezza di un Pavese, la rabbia di un Veronesi, l’umorismo di un Calvino, il femminismo di una Dacia Maraini… la marca dei veri autentici non au- tentici: made in Italy.

About jasminatesanovic

Jasmina Tešanović (Serbian: Јасмина Тешановић) (born March 7, 1954) is a feminist, political activist (Women in Black, Code Pink), translator, publisher and filmmaker. She was one of the organizers of the first Feminist conference in Eastern Europe "Drug-ca Zena" in 1978, in Belgrade. With Slavica Stojanovic, she ran the first feminist publishing house in the Balkans "Feminist 94" for 10 years. She is the author of Diary of a Political Idiot, a war diary written during the 1999 Kosovo War and widely distributed on the Internet. Ever since then she has been publishing all her work, diaries, stories and films on blogs and other Internet media.
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