Violenza a Torino


Vesna Scepanovic
VILE AGGRESSIONE RAZZISTA E MACHISTA A FIGURA DI SPICCO DELLA COMUNITA’ SOMALA TORINESE.

Suad Omar, cittadina italo –somala, madre di 5 figli, attivamente impegnata da venti anni nella vita culturale, sociale e politica torinese, è stata vittima di un attacco vergognoso in un bus pubblico di Torino. Venerdì 30 settembre alle ore 16 e trenta si recava con il 63 presso l’ospedale Mauriziano per prestare il suo servizio di mediatrice culturale. Poco prima di scendere alla fermata Amerigo Vespucci, viene aggredita brutalmente da un uomo italiano di mezza età, che prima la insulta volgarmente, chiamandola puttana e troia e dopo inizia a darle calci e pugni fino a romperle gli occhiali e provocarle gravi lesioni alle costole.
L’atmosfera sul bus, come capita spesso, è tesa: c’è chi fa finta di nulla, chi rimane sconvolto senza il coraggio di muovere un dito. Alla violenta aggressione reagiscono solamente due ragazzi africani che cercano di aiutare la vittima. Anche Suad non subisce passivamente l’attacco.
Poco dopo l’autista ferma il pulmann per telefonare al 112 e apre le porte. L’aggressore riesce così a fuggire. Di fronte delle proteste di Suad circa l’operato dell’autista, che di fatto ha facilitato la fuga dell’aggressore, gli operatori di GTT giunti sul posto successivamente, spiegano che il regolamento vieta loro di intervenire in casi simili.
Nonostante lo shock e il dolore, Suad decide di dare visibilità alla violenza subita, informando le amiche, la rete di facebook e decidendo di avvalersi di un avvocato. Chiede ai carabinieri di visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti sull’autobus, di cercare l’uomo che l’ha aggredita solo perchè donna e “diversa”.
Negli ultimi anni le aggressioni a cittadini di origine africana sono state numerose. Le donne, le donne straniere ancora di più, sono soggette a continue violenze nei luoghi pubblici senza la minima possibilità di difesa. Le parole che offendono, l’umiliazione e le botte la dicono lunga sul nostro clima di convivenza, sull’inadeguatezza delle istituzioni che non riescono a prendere una posizione più netta a difesa delle donne, contro il razzismo e la misoginia che si manifesta nelle nostre strade e nelle nostre vite.
L’aggressione subita da Suad è l’ennesimo attacco a tutte le donne. Non deve passare inosservato. Giustizia deve essere fatta!

About jasminatesanovic

Jasmina Tešanović (Serbian: Јасмина Тешановић) (born March 7, 1954) is a feminist, political activist (Women in Black, Code Pink), translator, publisher and filmmaker. She was one of the organizers of the first Feminist conference in Eastern Europe "Drug-ca Zena" in 1978, in Belgrade. With Slavica Stojanovic, she ran the first feminist publishing house in the Balkans "Feminist 94" for 10 years. She is the author of Diary of a Political Idiot, a war diary written during the 1999 Kosovo War and widely distributed on the Internet. Ever since then she has been publishing all her work, diaries, stories and films on blogs and other Internet media.
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