Globalisti ansiosi

Globalisti ansiosi

 Siamo ancora a Los Angeles dove spesso andiamo a vedere i film di Bollywood. È incredibile che la vita globalizzata indiana ci permetta di vedere le ultime novità di Bollywood nel cuore di Hollywood.  Proprio oggi vedremo il film più famoso del momento in un cinema di Culver City. A volte ricaviamo delle lezioni morali dal cinema indiane. Abbiamo visto un film indiano che parla delle truppe indiani militari che sorvegliano i confini. I soldati hanno gli stessi problemi di tutti gli altri al mondo: mafia, narcoterroristi, separatisti etnici, estremisti politici. Poi, a un certo momento, l’eroe raccoglie una manciata di terra e spiega a sua moglie che è pronto a morire per servire la sua patria. La madre India. È molto simile al gesto di Scarlett O’ Hara in Via col vento, quando nel momento di guerra e carestia lei fa una dichiarazione d’amore passionale alla sua terra, Tara. In tutti e due questi film, nonostante le cose terribili che succedono ai protagonisti, loro hanno un motivo di conforto, il posto che li fa stare bene. Non che loro siano padroni del posto, è il posto che è il loro padrone.
Questo momento ci ha impressionato perché noi non abbiamo un posto del genere. Siamo negli Stati Uniti quando questo paese si sta comportando proprio come un paese del terzo mondo. A Washington c’è una crisi economica e politica molto grave. La più grossa da quando Clinton andò sotto impeachment. È lo stesso tipo di conflitto fra un presidente democratico e un parlamento repubblicano. Ci fa molta paura vedere l’America in questo stato di visibile declino. La versione del ventesimo secolo dell’America sta sparendo, come il mondo di Scarlett O’Hara prima della guerra degli schiavi. Dove lei poteva comportarsi scioccamente da bella erede viziata nello status quo ricco e immutabile. Sembra pure che il primo mondo della NATO e del G8 possano sparire dalla faccia della terra come è sparito il comunismo del secondo mondo: in fretta, inaspettatamente e per sempre. E allora vivremmo in un mondo che assomiglia di più alla maggioranza della faccia della terra; un globo simile a Cina, Brasile, India.
La nostra ansia deriva dal fatto che una volta la nostra vita di globalisti era una scelta e un lusso: adesso invece è diventata una necessità per tutto il pianeta, per tutti i mondi. La differenza fra jet setters e zingari non esiste più.
 

About jasminatesanovic

Jasmina Tešanović (Serbian: Јасмина Тешановић) (born March 7, 1954) is a feminist, political activist (Women in Black, Code Pink), translator, publisher and filmmaker. She was one of the organizers of the first Feminist conference in Eastern Europe "Drug-ca Zena" in 1978, in Belgrade. With Slavica Stojanovic, she ran the first feminist publishing house in the Balkans "Feminist 94" for 10 years. She is the author of Diary of a Political Idiot, a war diary written during the 1999 Kosovo War and widely distributed on the Internet. Ever since then she has been publishing all her work, diaries, stories and films on blogs and other Internet media.
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